Cosa è la Psicoterapia della Gestalt Therapy - teoria e clinica (2022)

La psicoterapia della Gestalt Therapy è un metodo psicoterapico post-analitico che integra in unasintesi unicai modelli corporei, esperienziali, del profondo, di gruppo e familiari. E’ nata negli Stati Uniti negli anni ’50, grazie alle intuizioni dello psicoanalista tedescoFrederick Perls, della moglieLaura Posnere di un gruppo di intellettuali statunitensi, tra cuiPaul GoodmaneIsadore From.

Ogni esperienza non può che avvenire alconfine di contattotra “unorganismo animale umano” e il suoambiente. Ed è proprio ciò che avviene in questo confine ad essere disponibile alla nostra osservazione e all’intervento terapeutico. Secondo lapsicoterapia della Gestalt Therapy, ciò che cura non è la comprensione razionale e quindi il controllo del disturbo, bensì il sentirsi riconosciuti nellaintenzionalità di contattoverso l’altro significativo. Questo approccio porta nel campo della clinica e del rapporto persona/società i valori estetici, il rispetto per lacreatività individualee il riconoscimento dellabellezza insita nel relazionarsi umano. L’arte della psicoterapia della Gestalt Therapy include l’improvvisazione, lacreatività, la poesia, come parola essenziale che nasce dal corpo. La psicoterapia della Gestalt Therapy si applica alsingolo, allacoppia, allafamiglia, algruppo, alleorganizzazioni.

Etimologia della parola Gestalt

“Gestalt” è una parola tedesca che corrisponde al significato di “struttura unitaria”, “configurazione armonica”. Questo termine è legato a due correnti di ricerca, nate in periodi e con obiettivi diversi:
la psicologia della Gestalt, una scuola teorica tedesca che negli Anni Venti ha studiato la percezione;
– la psicoterapia della Gestalt Therapy, una scuola clinica post analitica, sviluppatasi negli Stati Uniti negli Anni Cinquanta, nell’ambito delle psicoterapie umanistiche.

Tuttavia, come vedremo, il fatto che queste due scuole siano accomunate dal nome “gestalt” non è casuale.

Approfondisci l’argomento con i video free access dell’Istituto

La Storia e le origini

La psicoterapia della Gestalt Therapy si inserisce tra le terapie umanistiche.

Nasce a New York, nel 1950 circa, dalle intuizioni di Friedrich Perls, uno psicoanalista ebreo tedesco, emigrato negli Anni Quaranta per motivi razziali in Sudafrica e poi negli Stati Uniti, e per opera di un gruppo di intellettuali statunitensi, profondi conoscitori della psicoanalisi, che elaborò le intuizioni di Perls.

Di essi citiamo i nomi di maggiore spicco: Paul Goodman, Laura Posner (moglie di Perls), Isadore From, Paul Weisz, Lotte Weisz, Elliott Shapiro, Allison Montague, Sylvester Eastman.

La nascita della psicoterapia della Gestalt ha creato una sintesi creativa di varie correnti culturali, filosofiche e psicologiche, che nel dopoguerra rivelarono con pienezza nuovi paradigmi culturali.

Oltre alla psicologia della Gestalt, di cui Friedrich Perls aveva avuto esperienza diretta quando era stato assistente di Goldstein, e alla psicoanalisi, contribuirono alla formulazione del suo pensiero le esperienze di analisi individuale con:
– Wilhelm Reich (Salonia-Spagnuolo Lobb, 1988) e con Karen Horney (Salonia, 1990; Cavaleri, 1990; 1991);
– la teoria di Otto Rank sulla centralità della controvolontà per la crescita differenziata e creativa della persona umana (Rank, 1932; Muller, 1991; Davidove, 1993);
– l’Olismo nella teorizzazione di Jean Smuts (Robine, 1993);
– l’Esistenzialismo e la Fenomenologia, a cui Perls fu addestrato da Isadore From (Rosenfeld, 1987);
– le filosofie orientali, in particolare lo Zen.

Friedrich Perls, inserito nel fervore degli studi della psicologia della Gestalt, e partendo da una insoddisfazione verso la teoria freudiana dell’Io, intuì che l’introiezione termina il proprio compito evolutivo fondamentale molto prima di quanto avesse teorizzato Freud e indicò nello sviluppo dei denti (fase dentale) l’evidenza fisiologica di tutto ciò.

Infatti, se la suzione del latte materno da parte del neonato crea (o sostiene) la capacità umana – a livello fisiologico e psicologico – di introiettare, lo sviluppo dentale deve pure creare (o sostenere) una capacità fisiologica e psicologica del bambino, ovvero quella di destrutturate sia il cibo che la realtà, di aggredirli per poterli poi assimilare (se nutrienti), o rifiutare (se nocivi).

La capacità di masticare e di mordere, che nasce nell’organismo con lo sviluppo dentale, dà assoluto rilievo all’aggressività in un momento evolutivo significativamente anteriore a quello teorizzato da Freud.

Inoltre, l’aggressività stessa venne intesa da Perls in termini positivi, di sopravvivenza e di crescita fisica ed esistenziale dell’organismo: il naturale attualizzarsi della spinta all’autorealizzazione (Spagnuolo Lobb, 1991).

La prospettiva positiva dell’impulso all’auto-attualizzazione di Goldstein influenzò in maniera fondamentale il pensiero di Perls, che si poneva quale modalità di superamento del dualismo presente nella metapsicologia freudiana tra impulsi dell’individuo e necessità dell’organizzazione sociale. Infatti, dal momento che l’individuo è soggetto che destruttura e ristruttura, gli si apre la possibilità concreta di vivere nel proprio mondo con pienezza (Spagnuolo Lobb et al., 1996).

Scarica la versione integrale per approfondire l’argomento

(Video) Premesse Teoriche dell’Approccio della Gestalt e simulata del caso

(Video) Che cos'è la psicoterapia della Gestalt?

ll pensiero di Margherita Spagnuolo Lobb e gli sviluppi dell’Istituto di Gestalt HCC Italy

Dal 1979 Spagnuolo Lobb ha contribuito all’evoluzione della teoria e del metodo della psicoterapia della Gestalt in linea ermeneutica con il testo fondante di Perls, Hefferline e Goodman, Gestalt Therapy (1951).

Sviluppando il pensiero e il metodo clinico di Isadore From, Spagnuolo Lobb presenta un modello centrato sulla unitarietà del campo fenomenologico e sulla co-creazione del confine di contatto nella dinamica figura/sfondo.

Il confine di contatto viene definito come il luogo in cui si dispiega il sé, la figura condivisa del processo di contatto che emerge dallo sfondo di possibilità del campo fenomenologico. È il luogo e il tempo in cui è possibile sperimentare sia l’ansia che dà origine al malessere sia una nuova percezione di sé in relazione all’altro.

Scarica la versione integrale per approfondire l’argomento

Approfondisci l’argomento con i video free access dell’Istituto

I principi epistemologici

Alcuni principi epistemologici della psicoterapia della Gestalt Therapy definiscono la peculiarità dell’approccio rispetto ad altri.

Questi sono:
– il ruolo fondamentale dato alla capacità di destrutturare; l’unitarietà del campo e la demarcazione del confine di contatto nella dinamica figura/sfondo;
– la scelta dei valori estetici;
– il ruolo dell’aggressività nel contesto sociale.

Secondo la prospettiva gestaltica, individuo e gruppo sociale non sono entità a sé, ma parti di una stessa unità in reciproca interazione.
Per cui la tensione che può esistere tra di esse non è da ritenersi l’espressione di un insolubile conflitto, ma il necessario movimento all’interno di un campo che tende all’integrazione e alla crescita.

(Video) La psicoterapia della Gestalt con le coppie | Margherita Spagnuolo Lobb | TEDxCortina

L’intuizione di Fritz Perls sullo sviluppo infantile, che dà valore alla capacità di aggredire implicita nello sviluppo dei denti (aggressione dentale, Perls, 1995), si basa su una concezione della natura umana capace di autoregolazione, sicuramente più positiva rispetto alla concezione meccanicistica vigente a cavallo tra il XIX e il XX secolo (di cui anche la teoria freudiana era imbevuta).

Scarica la versione integrale per approfondire l’argomento

La relazione e lo scopo della psicoterapia

L’atteggiamento del terapeuta, secondo la Gestalt, sostiene l’aggressività della differenziazione, si colloca nel ruolo di cura, resta al confine di contatto con i sensi, più che con categorie mentali.

Lo scopo della cura è che il paziente ripristini la spontaneità nel contattare l’ambiente.

Secondo la psicoterapia della Gestalt Therapy, ciò che cura non è la comprensione razionale e quindi il controllo del disturbo, bensì qualcosa che ha a che fare con aspetti processuali ed estetici.

La cura consiste nell’aiutare il paziente a vivere pienamente rispettando la propria innata capacità di regolarsi nella relazione, e non solo a livello verbale, ma soprattutto a livello di spontanea attivazione delle strutture neuro-corporee preposte alla vita di relazione.

La spontaneità è l’arte di integrare la capacitá di scegliere deliberatamente (ego-function) con due tipi di sfondi esperienziali: le sicurezze corporee acquisite (id-function) e le definizioni sociali – o relazionali – di sé (personality-function). Lo scopo ultimo della relazione terapeutica è che il paziente si senta interessato alla vita, con il permesso di essere creativo nel gruppo sociale di cui fa parte (Polster, 1988; Spagnuolo Lobb- Amendt Lyon, 2003). Ciò si applica non solo al setting individuale, ma anche a quello di coppia, a quello familiare o di gruppo. Riassumere l’evoluzione della prassi gestaltica in poche righe non è certamente possibile. Per una trattazione sistematica rimandiamo a Polster-Polster (1986), Yontef (1993), Spagnuolo Lobb (1990; 2003b).

La capacità del terapeuta di creare un contesto in cui il paziente possa sviluppare la propria integrità si attua attraverso una “danza” tra terapeuta e paziente.

Non è la tecnica esercitata da una persona esperta su un’altra persona che chiede aiuto, è la co-creazione di un confine di contatto in cui i valori, le personalità, i modi personali di affrontare la vita giocano un ruolo fondamentale.

È la danza che il terapeuta, con tutta la sua scienza e la sua umanità, e il paziente, con tutto il suo dolore e la sua volontà di guarire, creano per ricostruire il ground su cui poggia la vita di relazione, il senso di sicurezza nella terra e nell’altro, e quindi il lasciarsi andare nella relazione.

(Video) Inquadriamo la Psicoterapia della Gestalt [Conversazioni Didattiche]

Approfondisci l’argomento con i video free access dell’Istituto

L’Istituto di Gestalt HCC Italy e la Gestalt in Italia

L’Istituto, fondato nel 1979, ha portato la psicoterapia della Gestalt in Italia.

L’esperienza formativa con i coniugi Polster in California e poi a New York con Isadore From (uno dei fondatori della psicoterapia della Gestalt), nonché l’esperienza di ricerca con gli esponenti più significativi nel panorama internazionale, hanno dato luogo alla fondazione della prima scuola di formazione e specializzazione post-laurea di psicoterapia della Gestalt in Italia.

L’attività dell’Istituto, caratterizzata sin dalla fondazione dallo spirito di una comunità di apprendimento/insegnamento, piuttosto che da una leadership isolata, si è affermata prima in Sicilia nel campo della formazione e poi nel resto d’Italia e ha raggiunto la sua specificità nel 1994, con il riconoscimento del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca.

Nel quarto di secolo di attività, l’Istituto ha contribuito in modo significativo alla storia, alla formazione e allo sviluppo della psicoterapia della Gestalt.

I contributi scientifici dei didatti dell’Istituto sono ormai patrimonio della letteratura italiana ed estera.

Il Direttore dell’Istituto, Margherita Spagnuolo Lobb, è tra gli psicoterapeuti della Gestalt più noti e apprezzati in ambito nazionale e internazionale, promotrice e curatrice di testi e pubblicazioni periodiche che hanno contribuito e contribuiscono alla crescita e alla diffusione della psicoterapia in Italia e all’estero.

Vuoi conoscere di più sulla psicoterapia della Gestalt?

Scopri i prossimi eventi gratuiti e corsi dell’Istituto di Gestalt HCC Italy

(Video) PSICOTERAPIA DELLA GESTALT: in cosa consiste la terapia FRANCESETTI, SPAGNUOLO LOBB, CAVALERI

Scopri i servizi offerti dal Centro Clinico e di Ricerca in Psicoterapia

dalle aree tematiche della terapia della Gestalt a quelle della psicopatologia clinica,. alla importanza che essa può avere nella realizzazione di una psicopatologia. Alla comprensione degli aspetti tematici e formali di questi capitoli, e alla. Così, sempre più, essa è. La visione della terapia della Gestalt offerta in questo libro è molto diversa. Questo era in linea con la teoria fenomenologica della pratica gestaltica;

Prima di affrontare la Teoria della Gestalt è opportuno fare una breve introduzione sulla psicologia della Gestalt.. Storicamente, la psicologia della Gestalt nacque in polemica con le teorie associazioniste, secondo le quali la percezione sarebbe il risultato di una sorta di “montaggio” che ogni individuo fa di singoli elementi; intorno al 1910, Max Wertheimer, Wolfgang Köhler e Kurt Koffka proposero dunque questo nuovo approccio, che teneva in grande considerazione gli effetti della percezione.. Da questo primo modello teorico, la psicologia della Gestalt si è estesa anche ad altre aree, come il pensiero, la memoria e l’estetica.. Essa è finalizzata al recupero della naturale armonia tra individuo e ambiente e all’acquisizione, da parte del paziente, di una maggiore consapevolezza: in particolare il paziente ed il terapeuta possono insieme mettere in ordine e dare un senso ad una serie di esperienze apparentemente non legate fra loro.. Teoria del campo , che deriva dal lavoro svolto da Kurt Lewin (1951) : tutto dipende dal contesto, noi siamo tutti parte di un tutto , il che significa che possiamo contribuire a creare la nostra realtà, perché anche essa dipende dal contesto.. E’ un approccio che deriva dal lavoro di Edmund Husserl (1931), il creatore di questo movimento filosofico, secondo il quale ognuno conosce veramente solo quello che sperimenta ed ognuno organizza le conoscenze a seconda dei contenuti che già gli appartengono .. Nel contesto terapeutico il terapeuta si deve aprire al paziente, in modo di creare un canale di comunicazione condiviso, che comporta lo stesso linguaggio e gli stessi significati.. La psicologia della Gestalt è stata largamente influenzata dalla psicologia della percezione (vedi Kohler , 1947) e dagli studi sui concetti di figura e sfondo .. Lo sfondo racchiude il nostro passato, la nostra cultura, i desideri, le credenze e così via; ogni figura che emerge dallo sfondo attira la nostra attenzione per un tempo finito (perché è troppo complessa, oppure perché è in competizione con un’altra figura più forte ecc.). La terapia non cerca di rimuovere o interpretare le difese o i sintomi, ma si limita a cercare di portarli a coscienza, con l’obiettivo di riorganizzarli in modo da poterli meglio conoscere e gestire.. Nel testo che segna l’esordio della psicoterapia della Gestalt si trova scritto:. ” …operando sull’unità e sulla mancanza di unità di questa struttura dell’esperienza qui e ora, ci sarà possibile ricostruire i rapporti dinamici tra figura e sfondo, fino a quando il contatto non diverrà più intenso, la consapevolezza più luminosa e il comportamento più energico .. La cosa più importante da stabilire è il fatto che una Gestalt forte è essa stessa la cura del momento e che la figura del contatto non è segno dell’esperienza, bensì essa stessa l’integrazione dell’esperienza ”.. Si tratta di un coinvolgimento controllato, nel senso che il terapeuta condivide deliberatamente alcuni dei suoi sentimenti per aiutare il paziente a esplorare le sue difficoltà, ma senza violare i confini del paziente stesso.. Il terapeuta nota i gesti automatici, inconsci, del paziente e chiede di esagerarli, perché possano rivelare alcuni aspetti del proprio modo di atteggiarsi verso la vita.. La riproduzione di questi episodi non permette di cancellarli, ma di integrarli nella struttura psichica con un nuovo senso, che è quello di andare oltre, di prepararsi per una situazione futura.

L’Arteterapia si è finora sviluppata sulla base di tre modelli incompiuti: come una tecnica essenzialmente riabilitativa o di sostegno rivolta principalmente agli psicotici od ai minorati, fisici o psichici che fossero, intesa a ridurre le minorazioni psicofisiche ed a migliorare le capacità relazionali e di socializzazione dell’individuo affetto da una patologia più che nevrotica; come una sorta di laboratorio di pittura e scultura, attento a cogliere (ed eventualmente ad esprimere) le emozioni connesse alla pratica artistica; o infine come una psicoterapia che si avvaleva delle arti figurative a livello essenzialmente strumentale e secondario nell’àmbito di una tecnica più vasta ed articolata, specialmente psichiatrica.. Il presupposto principale dal quale partiamo per considerare l’ART non come una ‘psicoterapia rieducativa’, con una valenza essenzialmente sociale e di recupero, ma come una ‘psicoterapia ricostruttiva di tipo psicodinamico’ è, in primis , la teoria elaborata da Freud riguardo alla funzione dell’artista: per il neurologo viennese la funzione fondamentale dell’artista è quella di mettere l’individuo in comunicazione con il suo Inconscio e di consentirgli di gustarne le fantasie «senza rimprovero e senza vergogna», liberando profonde tensioni della psiche.. All’interno di ogni seduta vengono distinte tre fasi: la prima è quella ‘creativa’, in cui i componenti del gruppo devono creare l’opera nella massima libertà; la seconda fase è ‘interpretativa’, in cui il gruppo interpreta le opere creative dei singoli componenti del gruppo con la supervisione del terapeuta ed, eventualmente, del coterapeuta; la terza fase è quella ‘analitica’, in cui si analizzano le dinamiche che si innescano all’interno del gruppo attenendosi ai criterî della psicoterapia analitica di gruppo e delle psicoterapie esperienziali (la Gestalt e lo Psicodramma segnatamente).. Nel corso della seduta viene infatti messo in scena, drammatizzato ed esplorato il ‘mondo del desiderio’ e l’ ‘universo delle potenzialità’ del paziente; idest non ‘ciò che è stato’, ma ‘ciò che sarà’, ovvero ‘ciò che vuole e può essere’: sono dunque in questa maniera evidenti la creatività e la dinamicità di una tale prospettiva, tesa a realizzare la propria vita futura così come si progetta e realizza un’opera d’arte, nel contempo liberando a pieno la creatività e la libertà della persona non meno che, rankianamente (e quasi nietzscheianamente), le forze più volontaristiche dell’individuo.. Il Laboratorio di scrittura e pittura, che si affianca ove necessario nella prassi terapeutica al Poiesi-Terapia ed alla Icono-Terapia, consiste nell’applicazione delle tecniche di scrittura, specialmente poetica, e di pittura come veicolo elettivo nei livelli dell’esperienza sensoriale, corporea, emotiva, immaginativa e cognitiva-verbale: in questo senso l’Arte-Terapia (ART) trova pure piena applicazione in tutti quei contesti nei quali la capacità di instaurare una buona relazione è di fondamentale importanza nella propria vita sociale e professionale.

In questo primo scritto compaiono anche una serie di concetti chiave della psicoterapia della Gestalt: la centralità del momento presente, l’uso del corpo, il contatto diretto, la valorizzazione dei sentimenti, l’approccio olistico alla persona, l’importanza della responsabilità del paziente nella creazione e riproduzione dei suoi sintomi e nel ripristino del suo equilibrio.. L’interesse di Perls per il teatro e la drammatizzazione e l’integrazione con altre e diverse discipline ha comportato la nascita di due diverse scuole: la scuola “Californiana” gestita da Perls e gli Istituti della West Coast dove lavorano sua moglie, Laura Polsner, Paul Goddman, Joseph Zinker, Erving e Miriam Polster (attualmente Erving Polster è il massimo esponente vivente della Psicoterapia della Gestalt) e Isadore From.. “Negli esseri animali, non esiste funzione alcunache si svolga indipendentemente dall’oggetto o dall’ambiente,sia che si tratti di funzioni a carattere vegetativo, come la nutrizione e la sessualità,o di natura percettiva, o di origine motoria,o ancora dell’atto di sentire o di ragionare”.. Dalla fenomenologia la psicoterapia della Gestalt riprende tre concetti fondamentali: sospensione di ogni giudizio circa la verità o falsità di qualunque interpretazione della realtà, l’importanza della descrizione della realtà piuttosto che dell’interpretazione e l’elemento della parità.. In termini clinici possiamo dire che la persona è una totalità il cui significato non è dato semplicemente dall’insieme di mente, corpo, pensieri, emozioni, sensazioni, bensì dal come queste diverse parti interagiscono fra loro ed è in quel come che si identifica e si differenzia da tutti gli altri esseri umani ed è il suo come, il focus dell’attenzione della terapia.. Ma lo scambio è impossibile senza un confine, senza la chiara percezione che individuo ed ambiente sono due cose separate; per questo, in Gestalt, ogni esperienza avviene al confine di contatto che è il luogo in cui l’Io e il Tu (l’ambiente) si incontrano, si scambiano qualcosa, per poi assimilare la novità generata dallo scambio, differenziarsi ed infine ritirarsi.. E’ sblocco, sviluppo e crescita, è la possibilità di prendersi la responsabilità del proprio modo di essere al mondo, è la possibilità di scegliere sentendosi parte attiva e protagonista del proprio cambiamento.

La teoria della Gestalt: la Storia. Ma la Gestalt passa alla storia come teoria della forma, ovvero di tutto ciò che può essere percepito.. Il motto per antonomasia dei gestaltisti è: “ Il tutto è più della somma delle singole parti ” (Zerbetto, 1998), significa che la totalità del percepito è caratterizzato non solo dalla somma dalle singole attivazioni sensoriali, ma da qualcosa di più che permette di comprendere la forma nella sua totalità.. Quindi, l’oggetto è percepito nella sua totalità prima delle singole parti da cui è composto.. Insomma, secondo la Gestalt la percezione non è preceduta da sensazione ma è un processo regolato da leggi innate, che scompongono il percetto in schemi atti a organizzare e a rilevare la figura nella sua totalità.. Dal campo al confine di contatto.

Ma la Gestalt passa alla storia come teoria della forma , ovvero di tutto ciò che può essere percepito.. Messaggio pubblicitario Bisogna fare attenzione, poiché col termine Gestalt si definiscono due correnti diverse: la Gestaltpsychologie o psicologia della Forma corrente di impostazione teorica che nasce negli anni ‘20 in Germania, e la Gestalt Therapy teoria clinica che nasce in ambito psicoanalitico, formatasi in America intorno agli ’50.. Il motto per antonomasia dei gestaltisti è: “ Il tutto è più della somma delle singole parti ” (Zerbetto, 1998), significa che la totalità del percepito è caratterizzato non solo dalla somma dalle singole attivazioni sensoriali, ma da qualcosa di più che permette di comprendere la forma nella sua totalità.. Consideriamo una serie di stimoli visivi fissi, distaccati tra loro da una manciata di secondi, che producono in noi la percezione di un solo elemento che si muove nello spazio.. Quindi, l’oggetto è percepito nella sua totalità prima delle singole parti da cui è composto.. il destino comune, parti che si muovono insieme sono organizzate come figura unitaria rispetto ad uno sfondo; la buona forma, gli stimoli percettivi sono organizzati nella forma più coerente possibile; la somiglianza, le parti affini sono percepite come unica figura; la buona continuazione , se si ha un basso numero di interruzioni si ottiene la percezione di un’unica figura; la chiusura, tutto ciò che mostra margini chiusi è percepito come figura unitaria.. In ambito psicologico troviamo il test di Rorschach , 10 tavole su cui sono raffigurate delle macchie di inchiostro simmetriche di colore bianco e nero (esiste una variante che presenta del colore rosso al loro interno).. Queste tavole sono mostrate al soggetto che deve riferire cosa percepisce dalle macchie.

Origini La terapia della Gestalt è stata fondata nel contesto socioculturale delle psicoterapie umanistiche a partire dalle intuizioni di Friedrich (Fritz) Perls (1893-1970) e di sua moglie Laura Posner Perls (1905-1990), entrambi ebrei tedeschi formati sia alla psicoanalisi, sia alla psicologia della Gestalt.. Si tratta di una teoria e di una metodologia pratica applicabile non solo in psicoterapia , ma anche in altri ambiti e fondamentalmente in ogni campo in cui sia rilevante il contatto e la relazione: la psicoterapia , la psicopatologia e la psichiatria ; lo sviluppo e la crescita individuale e dei gruppi ; il lavoro nelle organizzazioni ; l’ educazione ; l’ arte ; la critica sociale e l’ attività politica .. La presenza del terapeuta, il processo dialogico e le risonanze corporee che si attivano sostengono l’intenzionalità di contatto che si disvela e si dispiega, portando alla luce le ferite custodite e liberando le potenzialità di contatto presenti nella situazione.. Quando il terapeuta è sintonizzato e sensibile, il suo sentire lo orienta ad essere presente in un modo che sostiene l’intenzionalità del paziente:. La psicoterapia della Gestalt fra clinica e società .. In: Francesetti G., Ammirata M., Riccamboni S., Sgadari N., Spagnuolo Lobb M., a cura di, Il dolore e la bellezza.. La psicoterapia della Gestalt nella pratica clinica.

Che differenze ci sono tra “contatto” e “relazione” e in che rapporto sono tra loro?. Messaggio pubblicitario Verificando in questi ultimi anni i numerosi casi clinici osservati durante le psicoterapie, si è giunti alla convinzione che l’approccio stadiale, le interruzioni al contatto e il concetto stesso di contatto, non potevano chiarire molti comportamenti dell’individuo e soprattutto non erano in grado di cogliere tutta la freschezza creativa che possiede la persona, le sue risorse e la sua competenza trasformativa che soltanto la relazione con l’altro può attivare.. La terapia della Gestalt del PHG (sono le iniziali degli autori del già menzionato testo: Teoria e pratica della terapia della Gestalt) considera il sé come la funzione di stabilire contatto col presente reale e transitorio.. Ogni colore ha una sua identità, ma è nello stesso tempo il risultato dell’insieme di altri colori.. Senza dubbio, il contatto è un momento topico per la terapia della Gestalt , ma come vedremo in seguito, tale esperienza non è in grado da sola a spiegare lo sviluppo poliedrico e polifonico del sé ( il termine polifonico è una creazione di Margherita Spagnuolo Lobb, che descrive lo sviluppo dei domini come la complessità che anima il fare contatto nel presente attraverso diverse competenze armonizzate tra loro).. Il rapporto con l’ambiente non è sufficiente a determinare la crescita esponenziale che può trasformate un essere vivente in persona con una cultura e una storia.. Ciò che si vuole dire è che la crescita della persona e delle sue funzioni psichiche superiori può avvenire solo in relazione con un altro essere umano e soltanto il rapporto intersoggettivo può attivare gli aspetti peculiari che gli sono propri; la creatività, che permette all’individuo, in modo deliberato e completamente affrancato da necessità vitali, di produrre difficoltà e problematicità per bisogni di fatto “non-bisogni”, non è determinata dal contatto con l’ambiente, ma dalla relazione con un proprio simile.

E forse è da questo punto di vista che devono essere lette le affinità e le divergenze fra Emotion Focused Therapy (Greenberg) e Emotionally Focused Therapy (Johnson).. Johnson e Greenberg negli anni ’80 del XX secolo hanno insieme condotto una serie di ricerche che hanno trovato esito nella Emotionally Focused Therapy quale approccio per la terapia di coppia.. Greenberg “ha deciso che, sulla base dello sviluppo della teoria delle emozioni, trattamenti come la terapia esperienziale orientata al processo, nonché alcuni altri approcci che enfatizzavano l’emozione come obiettivo del cambiamento, erano sufficientemente simili tra loro e diversi dagli approcci esistenti al merito essere raggruppati sotto il titolo generale di approcci incentrati sulle emozioni”.. L’uso del termine “terapia focalizzata emotivamente” da parte di Sue Johnson si riferisce, invece, a un modello specifico di terapia relazionale che integra esplicitamente sistemi e approcci esperienziali e pone in risalto la teoria dell’attaccamento come teoria della regolazione delle emozioni.. L’approccio di Johnson all’EFT mira a rimodellare le strategie di attaccamento verso l’interdipendenza ottimale e la regolazione delle emozioni, per la resilienza e la salute fisica, emotiva e relazionale.. Il modello Emotionally Focused Therapy di Johnson, la quale ha continuato nel tempo a integrare teoria dell’attaccamento e approcci sistemici e umanistici, ha mantenuto la struttura di base indirizzandosi a rimodellare il legame di attaccamento in particolare nella terapia di coppia.. L’ Emotion Focused Therapy di Greenberg ha come obiettivo primario il “cambiare l’emozione con l’emozione” cioè evocare nuove emozioni attraverso metodi attivi ed esperienziali derivate da una sintesi fra l’approccio rogersiano e la gestalt con elementi sistemici.. L’ Emotionally Focused Therapy di Sue Johnson ha come obiettivo primario di rimodellare i legami di attaccamento attraverso modalità esperienziali derivate da una visione sistemica.. L’attenzione di Greenberg è intrapsichica: creare una più forte identità personale, una migliore autoregolazione e, di conseguenza, relazioni migliori, l’obiettivo di Johnson è interpersonale: creare cicli positivi di interazione in cui le persone siano in grado di chiedere e offrire conforto e sostegno.. L’approccio di Johnson, invece, non si distingue tra emozioni adattative e disadattive primarie né differenzia le emozioni come disfunzionali o funzionali: tutte le risposte emotive primarie sono considerate come modalità per reagire all’“angoscia di separazione”: per il modello di Johnson sono i modelli di interazione che sono problematici o disfunzionali e non le emozioni stesse.. La dimensione sistemica è importante in entrambi gli approcci: è centrale nell’Emotionally Focused Therapy, più marginale nell’Emotion Focused Therapy, la quale possiamo dire “adotta un modello dialettico-costruttivista che intreccia emozioni e processi narrativi”.. L’Emotion Focused Therapy è di fatto una terapia esperienziale-umanistica con un processo di cambiamento incentrato sulle emozioni.. La portata e il successo di questi due approcci psicoterapeutici comunque sottolinea quanto le emozioni sono un potente “luogo” di lavoro, un “mezzo” attraverso il quale promuovere un cambiamento, un “obiettivo” di un intervento psicologico.

Nel tentativo di identificare gli elementi di concordanza tra le vie dello Zen e della terapia della Gestalt possiamo menzionare:. – la focalizzazione sull’esperienza nel presente, sul qui ed ora;. – il superamento della concezione dualistico-contrappositiva;. – l’adesione alla concezione del fluire energetico come condizione di salute e al blocco come espressione di sofferenza e di malattia;. – l’enfasi sulla consapevolezza più che sulla attitudine intellettualistica nel processo di conoscenza;. – la valorizzazione dei vissuti corporei come veicolo di conoscenza e di radicamento nel presente;. – la fiducia nei processi autoregolativi;. – il privilegio per l’immanenza rispetto alla trascendenza;. – l’apprezzamento per la sobrietà nell’uso della parola e la valorizzazione della comunicazione non-verbale;. – la valorizzazione dell’immediatezza e della comunicazione diretta e non mediata;. – il concetto di vuoto fertile;. – la tensione verso la realizzazione del Sé (self) inteso come equilibrio tra volere e non-volere tra attitudine passiva e attiva;. – accettazione dell’esperienza della realtà in quanto tale al di fuori di tentativi manipolatori pur sostenuti dalle migliori intenzioni;. – attenzione ai metodi di ricerca più che alla codifica di una ideologia statica ed onnicomprensiva.. E ancora (Perls et al. ibid, 436): “Nelle situazioni di contatto il Sé è il potere che forma la gestalt del campo; o meglio, il Sé è il processo della figura/sfondo nella situazione di contatto.. (Perls et al., 1951, 445).. E ancora (Perls et al. ibid, 436): “Nelle situazioni di contatto il Sé è il potere che forma la gestalt del campo; o meglio, il Sé è il processo della figura/sfondo nella situazione di contatto.. (Perls et al., 1951, 445).. L’insieme delle funzioni Io, Es (mondo interno) e Personalità (mondo esterno) esprime la funzione di frontiera/contatto nel suo insieme cui diamo per convenzione il termine di Sé.La membrana-Se’ e le sue funzioni Dove Freud, ed anche Perls, si fermano, in realtà, è nell’individuare come preminenti i fenomeni di frontiera/contatto nell’interazione individuo/ambiente, senza tuttavia dare al fenomeno la sua configurazione ultima e conseguente: quella di richiamare più esplicitamete il concetto di membrana-pelle e cioè di una entità che non rappresenta solo una metafora, una possibile rappresentazione, ma un reale modello epistemologico, una autentica premessa organismica delle modalità di interazione/contatto tra un individuo, quale sia il suo livello evolutivo, e l’ambiente in cui si muove (Zerbetto, 1991, 109).. : La Gestalt.. Qui ed Ora.. ), Gestalt is.. Zerbetto R., Gestalt.

Per la Gestalt il nevrotico è appunto colui che è incapace di reagire in maniera creativa al presente e si fissa in un modo di agire automatico.. Una storia Sufi racconta di un uomo che una volta, tanto tempo fa, vagando lontano dal suo paese, andò a perdersi nel mondo noto come Terra degli Sciocchi.. Solo assumendosi la responsabilità della propria vita, entrando in contatto con tutte le parti di sé, solo allora ha inizio la crescita, ha inizio l’integrazione, e la capacità di vivere in pieno la propria esistenza.. La psicoterapia della Gestalt è un processo vivo, che cerca di alimentare la consapevolezza, il contatto del paziente nel qui ed ora, ne stimola la vitalità e aiuta la persona a creare il suo stile di vita e a riappropriarsi di ogni aspetto di sé.. Perls F.: L’approccio della Gestalt.

Di conseguenza è la persona stessa che più facilmente può rendersi consapevole di ciò che è per lei la realtà e nessun ha un punto di vista migliore per comprenderla.Il comportamento del soggetto, vale a dire la sua interazione con l'ambiente, è fondamentalmente uno sforzo intenzionale per soddisfare le esigenze e le possibilità di adattamento con la realtà percepita.Questa visione dell’uomo fa da sfondo alle teorie che sono alla base dell’operare del terapeuta in Psicoterapia della Gestalt.. Serve anche l’intenzione ad attivare uno spazio di dialogo tra le diverse istanze e i diversi bisogni.. Il sintomo e, più in generale, il comportamento, secondo la Psicoterapia della Gestalt, non sono altro che il miglior adattamento possibile per la persona in quel dato momento ed in quelle circostanze della sua vita.. Il sintomo è funzionale per l’equilibrio della persona in quel dato momento perché le permette di sostenere nel miglior modo possibile una situazione per lei difficile.. È la sua tecnica più efficace per mantenere il proprio equilibrio e il proprio senso di autoregolazione in una situazione nella quale sente che tutto è contro di lui” (F. Perls 1977 - L’approccio della Gestalt, Roma, Ed.. Il qui e ora Il terapeuta in Gestalt ha il compito di accompagnare la persona a rendersi consapevole del conflitto produttore di sintomi e a guardarlo da un “punto zero”.. La responsabilità Il concetto di responsabilità è centrale in Psicoterapia della Gestalt, intesa nel suo significato originario di “abilità a rispondere”.. Ciò che è richiesto al terapeuta è di essere centrato sul processo, su ciò che sta accadendo tra lui e il cliente.. A volte il terapeuta può chiedere di accentuare o reprimere un movimento del corpo, una postura, per agevolare il processo di consapevolezza.Naturalmente ad assumere una posizione centrale non è solo il corpo del paziente, ma anche quello del terapeuta, al quale è richiesto di essere consapevole del proprio vissuto corporeo per comprendere cosa si sta muovendo nella relazione.. In Psicoterapia della Gestalt ci si interessa del corpo sia come linguaggio atto ad esprimere le emozioni e i contenuti esistenziali non espressi verbalmente, sia come metafora del proprio essere al mondo.

Nondimeno, per la sopravvivenza dell’ “organismo Gestalt”, è auspicabile che esso si collochi con chiarezza all’interno di una corrente di pensiero che gli fornisca solide radici teoriche.. L’approccio gestaltico non deriva direttamente dal suo background teorico, ma si è evoluto da un’altra prassi, la Psicoanalisi, man mano che a questa venivano meno alcuni capisaldi teorici.. La Psicoterapia della Gestalt è in un certo senso quello che resta della Psicoanalisi una volta tolto il supporto epistemologico del modello fisicalista, sostituito da Fritz Perls con la Psicologia della Gestalt, l’Esistenzialismoe la Fenomenologia.. L’Esistenzialismo è un taglio filosofico che ribalta l’ottica di tutto il pensiero classico, sia cioè dell’Idealismo che del Materialismo.. Nell’Esistenzialismo il fuoco si sposta dall’oggetto osservato all’attenzione del soggetto osservante: l’avventura del singolo pensatore si sostituisce all’indagine oggettiva e assoluta.. In un’ottica esistenzialista la volontà è il limite estremo dell’indagine, oltre il quale questa non è più lecita.. La concezione del dolore invece, che da Schopenauer, a Kierkegaard a Sartre, in forme diverse si ripropone come verità assoluta, è un’ombra alla quale Perls si ribella sottolineandone il valore biologico piuttosto che spirituale.. Così l’apparire, il manifestarsi, l’essere fenomeno è il massimo che si può chiedere all’ente (persona o oggetto che sia) ed è degno in sé del massimo rispetto: il fenomeno non deve essere riportato a un piano di realtà di maggior valore come si fa quando lo si interpreta concettualmente.. Se in un’ottica pragmatica l’interpretazione è dunque legata anche al vissuto della persona, la traduzione, il rimando, capire che “questo è quello”, resta però lo strumento operativo fondamentale, e purtroppo la grande funzionalità del pragmatismo ha fatto sì che alcuni gestaltisti si scordino del fatto che non a caso la Psicoterapia della Gestalt si chiama in questo modo: la psicologia della Gestalt, che della fenomenologia è figlia, ne è la base fondante, e qui i processi non possono mai essere sostituiti da strutture (concettuali), se non in maniera funzionale e transitoria.. Se la persona e’ responsabile per la conduzione della sua vita, cioe’ per le scelte che fa momento per momento, le opzioni delle scelte sono in ogni caso limitate dalla possibilita’ di riuscire a distinguere: essendo parte della terapia ampliare, per quanto plausibile, la gamma delle scelte possibili, e’ compito del terapeuta che voglia lavorare in un’ottica fenomenologico-esistenziale supportare questo sviluppo.. “Cosa vuoi fare qui ed ora” e’ il leitmotiv della seduta nella prassi della Gestalt, perche’ non c’e’ altro topos per fare qualcosa che non sia il qui e ora, o il li’ e allora che dir si voglia, cioe’ si puo’ operare sulla realta’ solo in un luogo e un tempo determinato.

il Terapia della Gestalt Si tratta di una psicoterapia che esistenziale che sottolinea la responsabilità personale e mette a fuoco sull'esperienza del singolo nel presente, nella relazione paziente-terapeuta, contesto sociale e ambientale, e le autoregulaciones La gente fa a seguito di una situazione.. Ad esempio, se si stesse discutendo con un amico su ciò che squadra di calcio è meglio, da questo punto di vista, la cosa importante non sarebbe il calcio, o se si arriva ad un consenso su quale squadra è meglio, ma la menzogna importanza nel modo che stai discutendo. "Considera che il tuo paziente è un individuo capace e completo, che può fare cose difficili senza che tu lo faccia per lui, che possa affrontare il dolore e che non se ne vada, che possa prendere strade sbagliate e imparare dai propri errori .. Ciò significa che, da questa corrente, si considera che non esiste un tutto percettivo composto da un insieme di stimoli, ma che l'informazione che raggiunge il nostro cervello e il nostro corpo è più della somma delle sue parti e che essere un partecipante a un tutto, può essere considerato solo come un tutto e globalmente e non frammentato.. Questa idea è trasferita alla terapia della Gestalt, in modo che il paziente, avendo il potere di percepire il mondo esterno in modo personale, possa cambiare la sua prospettiva in situazioni e conflitti, così che adotti una visione più costruttiva per risolvere il problema.. Per la teoria della Gestalt, le persone non sono considerate come quaderni vuoti in cui il mondo esterno sta stampando la propria immagine, ma è la tela che determina come il mondo attingerà il nostro lavoro.. Il nostro cervello organizza gli elementi in figure il più semplice possibile.Questa legge include anche altri come la legge della chiusura, che stabilisce che il cervello preferisce le forme chiuse, o la legge della continuità, grazie alla quale vediamo le figure disegnate continuamente e non segmentate.

Videos

1. Tutte le parti di me: il lavoro con le polarità in Psicoterapia della Gestalt
(AlchemicaMente)
2. Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della Gestalt secondo il modello di Claudio Naranjo
(Ordine degli psicologi della Toscana)
3. Fritz Perls & Gloria 1965 Sottotitoli in italiano
(Emanuela Venanzoni)
4. L'esperienza corporea in Psicoterapia della Gestalt
(IstitutoGestaltHCCIT)
5. Compassion Focused Therapy
(Formazione Continua In Psicologia)
6. La Gestalt come antidoto alla sofferenza universale - Claudio Naranjo
(Scuola Sat Claudio Naranjo Italia)

You might also like

Latest Posts

Article information

Author: Rueben Jacobs

Last Updated: 06/22/2022

Views: 6456

Rating: 4.7 / 5 (77 voted)

Reviews: 92% of readers found this page helpful

Author information

Name: Rueben Jacobs

Birthday: 1999-03-14

Address: 951 Caterina Walk, Schambergerside, CA 67667-0896

Phone: +6881806848632

Job: Internal Education Planner

Hobby: Candle making, Cabaret, Poi, Gambling, Rock climbing, Wood carving, Computer programming

Introduction: My name is Rueben Jacobs, I am a cooperative, beautiful, kind, comfortable, glamorous, open, magnificent person who loves writing and wants to share my knowledge and understanding with you.